10463048_10152491615124886_7202558671054660530_n

Omogenitorialità e stato della ricerca

Per rispondere con la conoscenza, contrastare i “si dice” con quarant’anni di ricerca scientifica internazionale; per ricordare che medici, psicologi e psichiatri da tempo sostengono che l’orientamento sessuale dei genitori non ha conseguenze negative sulla crescita dei figli.

Per rispondere con la conoscenza, contrastare i “si dice” con quarant’anni di ricerca scientifica internazionale; per ricordare che medici, psicologi e psichiatri da tempo sostengono che l’orientamento sessuale dei genitori non ha conseguenze negative sulla crescita dei figli.

[Aggiornamento 26 settembre 2014 a seguito delle dichiarazioni della Ministra Lorenzin sul tema Omogenitorialità]

Comunicato Stampa Associazione Italiana di Psicologia
L’Associazione Italiana di Psicologia, che rappresenta gli psicologi che insegnano e svolgono attività scientifica nelle Università e negli enti di Ricerca, ritiene di dover intervenire in merito alle dichiarazioni rilasciate dal Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, nel corso della trasmissione “Porta a porta” trasmessa su Rai 1 il 17 settembre 2014.

logoAipLa Ministra Lorenzin, per giustificare la propria contrarietà all’adozione e al ricorso alla fecondazione eterologa per le coppie omosessuali ha dichiarato che “tutta la letteratura psichiatrica, da Freud in poi, riconosce l’importanza per il bambino di avere una figura paterna e materna per la formazione della propria personalità”.

Tali asserzioni sono prive di fondamento empirico e disconoscono quanto appurato dalla ricerca scientifica internazionale, a partire da studi avviati ormai quarant’anni fa. Sull’argomento le più rappresentative società scientifiche si sono espresse in modo inequivocabile.

Nel 2006, l’American Academy of Pediatrics ha dichiarato quanto segue: “I risultati delle ricerche dimostrano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali. Più di venticinque anni di ricerche documentano che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Questi dati dimostrano che un bambino che cresce in una famiglia con uno o due genitori gay non corre alcun rischio specifico. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

Allo stesso modo, nel 2009, l’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry ha concluso che “non vi è evidenza scientifica a sostegno della tesi secondo cui genitori con orientamento omo- o bisessuale siano di per sé diversi o carenti nella capacità di essere genitori, di saper cogliere i problemi dell’infanzia e di sviluppare attaccamenti genitore-figlio rispetto ai genitori con orientamento eterosessuale. Da tempo è stato stabilito che l’orientamento omosessuale non è in alcun modo correlato ad alcuna patologia, e non ci sono basi su cui presumere che l’orientamento omosessuale di un genitore possa aumentare le probabilità o indurre un orientamento omosessuale nel figlio. Studi sugli esiti educativi di figli cresciuti da genitori omo- o bisessuali, messi a confronto con quelli cresciuti da genitori eterosessuali, non depongono per un diverso grado d’instabilità nella relazione genitori-figli o rispetto ai disturbi evolutivi nei figli”.

Nel 2011 l’Associazione Italiana di Psicologia ha ricordato che “i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psicosociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori – adottivi o no che siano – a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini, bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano. In particolare, la ricerca psicologica ha messo in evidenza che ciò che è importante per il benessere dei bambini è la qualità dell’ambiente familiare che i genitori forniscono loro, indipendentemente dal fatto che essi siano conviventi, separati, risposati, single, dello stesso sesso. I bambini hanno bisogno di adulti in grado di garantire loro cura e protezione, insegnare il senso del limite, favorire tanto l’esperienza dell’appartenenza quanto quella dell’autonomia, negoziare conflitti e divergenze, superare incertezze e paure, sviluppare competenze emotive e sociali”.

Su questi temi la comunità scientifica è unanime. L’Associazione Italiana di Psicologia ancora una volta invita i responsabili delle istituzioni politiche a tenere in considerazione i risultati che la ricerca scientifica ha prodotto e messo a disposizione della società e si facciano promotori del rispetto delle persone e della corretta divulgazione scientifica evitando di esprimere asserzioni infondate che hanno il solo risultato di rinforzare i pregiudizi e danneggiare le famiglie mono-genitoriali, le coppie omosessuali e soprattutto i loro bambini.
24 settembre 2014

ONPSY

Comunicato Stampa Ordine Nazionale degli Psicologi [20/09/14]

“Probabilmente considerazioni meramente ideologiche possono aver portato la Ministra alla Salute, Beatrice Lorenzin, a dichiarare testualmente, nella puntata di “Porta a Porta” del 17 settembre scorso, che “la letteratura psichiatrica, da Freud in poi, riconosce la necessità per un bambino di avere una figura materna e paterna”, visto che questa tesi non è assolutamente supportata da ricerche e fonti scientifiche accreditate”.

Lo ha detto il presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologici, Fulvio Giardina, commentando questa dichiarazione.
“Non è certamente la doppia genitorialità a garantire uno sviluppo equilibrato e sereno dei bambini, ma la qualità delle relazioni affettive.”

Da tempo infatti ‐ spiega Giardina ‐ la letteratura scientifica e le ricerche in quest’ambito sono concordi nell’affermare che il sano ed armonioso sviluppo dei bambini e delle bambine, all’interno delle famiglie omogenitoriali, non risulta in alcun modo pregiudicato o compromesso.

La valutazione delle capacità’ genitoriali stesse sono determinate senza pregiudizi rispetto all’orientamento sessuale ed affettivo.
Ritengo pertanto ‐ conclude il presidente ‐ che bisogna garantire la tutela dei diritti delle famiglie omogenitoriali al pari di quelle etero‐composte senza discriminazioni e condizionamenti ideologici

 

Sempre in risposta alle dichiarazioni della Ministra alla Salute Lorenzin a Porta a Porta del 17 settembre 2014,

Vittorio Lingiardi [psichiatra e professore ordinario di Psicologia Dinamica alla Sapienza di Roma e con Nicola Nardelli ha scritto le Linee Guida per la consulenza psicologica e la psicoterapia con persone lesbiche e bisessuali, recepite dall’Ordine Nazionale degli Psicologi (Cortina editore, 2014)].

Roberto Cubelli [professore ordinario di Psicologia Generale all’Università di Trento e presidente dell’Associazione Italiana di Psicologia.]

In una nota congiunta dichiarano: “Ci sentiamo di intervenire in merito alle dichiarazioni rilasciate dalla Ministra della Salute Lorenzin, tra cui che ‘tutta la letteratura psichiatrica, da Freud in poi, riconosce l’importanza per il bambino di avere una figura paterna e materna per la formazione della propria personalità’. Tali dichiarazioni sono infondate e foriere di pregiudizi e disconoscono quanto ormai appurato dalla ricerca scientifica internazionale, a partire da studi avviati ormai quarant’anni fa. Ci offriamo di inviare alla Ministra le principali pubblicazioni scientifiche sul tema. È triste che così spesso si debba ribadire ciò che esprime la scienza ma, al tempo stesso, è necessario farlo per limitare le inevitabili ripercussioni che simili dichiarazioni possono avere sulle coppie gay e lesbiche, sui loro bambini, e anche su tutte le famiglie monogenitoriali. Ed è grave che siano espresse da chi dovrebbe farsi promotore del benessere dei cittadini. Le più importanti associazioni scientifiche internazionali nel campo della psichiatria, della pediatria, della psicologia e  della psicoanalisi (non ultime le dichiarazioni del Presidente della Società Psicoanalitica Italiana, Antonino Ferro), sottolineano che bambini cresciuti da genitori dello stesso sesso si sviluppano come quelli cresciuti da genitori eterosessuali e che non c’è una relazione tra l’orientamento sessuale dei genitori e qualsiasi tipo di misura dell’adattamento emotivo, psicosociale e comportamentale del bambino. Adulti coscienziosi e capaci di fornire cure, che siano uomini o donne, eterosessuali o omosessuali, possono essere ottimi genitori”.

 

Cito anche lo psicoanalista Antonino Ferro, Presidente della Società Psicoanalitica Italiana:

[…] tutto ciò che è nuovo come prima reazione ci scandalizza perché turba degli assetti di pensiero stratificatisi nel buon senso e ci impone nuovi pensieri e nuove realtà emotive con cui confrontarci.
Se è vero che il “funzionamento della mente” è lo specifico della nostra specie, ciò implica una serie di conseguenze a cascata di cui non siamo consapevoli in modo chiaro. […] Più il “mentale” si impone, più avremo a che fare con funzioni: funzione materna, funzione paterna che potranno essere esercitate in modo non necessariamente coerente con l’appartenenza biologica. […] Che ben vengano bambini di coppie che si amano e che siano capaci di buoni accoppiamenti mentali. Non sarà il sesso biologico dell’uno o dell’altro ad aver più peso ma le attitudini mentali dell’uno e dell’altro. I figli li faccia chi ha voglia di accudirli con amore. Ciò che conta, in fondo, è che ogni bambino abbia il suo Presepe, la sua festa, che sia accolto e amato come un prodigio, poi sul sesso biologico di bue e asinello non ci perderei molto tempo.

 

Famiglie Arcobaleno nel 2012 emetteva questo comunicato:

“L’adozione e il riconoscimento della genitorialità omosessuale nelle più grandi democrazie occidentali è un fatto ormai indiscusso.

Sono numerose le prese di posizione dell’American Academy of Pediatrics (che rappresenta il 99,9% dei professionisti statunitensi) a sostegno delle famiglie omogenitoriali e a favore dell’adozione per le coppie gay e lesbiche (2002, 2006 e 2010). Nonchè dell’American Association of Child and Adolescent Psychiatry che ha ribadito l’assenza di rischi neuropsichiatrici prendendo posizione a sostegno delle nostre famiglie (Agosto 2011).

In effetti, è con grande soddisfazione che constatiamo che sempre più le scienze psicologiche e quelle pedagogiche si trovano d’accordo con quanto recentemente ribadito dall’Associazione Italiana di Psicologia in accordo con le principali società scientifiche occidentali:

Le affermazioni secondo cui i bambini, per crescere bene, avrebbero bisogno di una madre e di un padre, non trovano riscontro nella ricerca internazionale sul rapporto fra relazioni familiari e sviluppo psico-sociale degli individui. 
Infatti i risultati delle ricerche psicologiche hanno da tempo documentato come il benessere psicosociale dei membri dei gruppi familiari non sia tanto legato alla forma che il gruppo assume, quanto alla qualità dei processi e delle dinamiche relazionali che si attualizzano al suo interno. In altre parole, non sono né il numero né il genere dei genitori –adottivi o no che siano– a garantire di per sé le condizioni di sviluppo migliori per i bambini bensì la loro capacità di assumere questi ruoli e le responsabilità educative che ne derivano.

E ancora, è del 17 maggio 2012 l’affermazione di G.L. Palma, Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi italiani, che in merito alle persone omosessuali conferma la necessità di riconoscere come irrinunciabile e indispensabile la possibilità di vivere desideri, affetti, progetti di vita e genitorialità senza bisogno di nascondersi o temere o subire discriminazioni e aggressioni.

La letteratura scientifica, a partire dai risultati dei numerosissimi studi (più di un centinaio) relativi all’omogenitorialità svolti negli ultimi 40 anni (Patterson, 2005; Prati e Pietrantoni, 2008; Gartrell et al., 1996, 2012), ha reso chiaro che i nostri figli non hanno particolari difficoltà nella loro crescita psicoaffettiva.

Nazioni come la Spagna, l’Inghilterra, la Olanda, gli Stati Uniti, il Canada, il Belgio e molte altre hanno già da tempo regolamentato e tutelato l’adozione per le persone omosessuali sulla base di questi studi scientifici e delle conclusioni delle commissioni governative che hanno ampiamente dimostrato che l’orientamento sessuale dei genitori non ha nessuna conseguenza negativa sulla crescita dei figli. Sulle stesse basi, anche altre nazioni importanti si apprestano a legalizzare l’adozione per le coppie omosessuali, come la Francia.

Il vero e unico pericolo per i nostri figli sono solo le dichiarazioni (…) fatte su basi oscure e presentate in trasmissioni becere e inutili. Gli unici danni fatti ai nostri figli sono il pregiudizio e l’ignoranza nutrita da altro pregiudizio e da altra ignoranza.”

Francesca Vecchioni

Riferimenti:
Comunicato stampa Associazione Italiana di Psicologia 24/09/14
Comunicato Stampa Ordine Nazionale degli Psicologi 20/09/14
Documento dell’APA sul GL Parenting
Comunicato Stampa Ordine degli Psicologi Italiani 17/05/2012
Comunicato Associazione Italiana di Psicologia
La pagina dell’American Psychological Association sull’omogenitorialità
Le dichiarazioni dell’American Academy of Pediatrics
Le informazioni sulla pagina dell’American Academy of Child and Adolescent Psychiatry
I dati dell’Istat sulle nuove forme di famiglia
Patterson, C.J. (2005) Lesbian & Gay Parenting, APA’s Committee on Lesbian, Gay, and Bisexual Concerns (CLGBC), Committee on Children, Youth, and Families (CYF), and Committee on Women in Psychology (CWP).
Prati, G., Pietrantoni, L. (2008). Sviluppo e omogenitorialità: una rassegna di studi che hanno confrontato famiglie omosessuali ed eterosessuali, Rivista Sperimentale di Freniatria, 132 (2), 71-88.
Gartrell, N. et al. (1996-2012), National Longitudinal Lesbian Family Study.

CANOTTO

Elogio all’ignoranza (ma solo in politica, per carità)

Quanto mi piacerebbe tornare ad aver stima di un uomo politico.
Allora aiutiamoli: sul tema della sentenza del Tribunale dei Minori di Roma che ammette l’adozione per casi particolari al genitore non biologico di una bambina…

E’ veramente possibile che i nostri politici non si rendano conto di parlare senza collegare il cervello?
Ammetto che di fronte alle loro dichiarazioni ho superato ormai da tempo, per raggiunti limiti di decenza, quella preoccupazione un po’ campanilistica che mi faceva esclamare ‘Oh mamma! All’estero cosa penseranno di noi…’
Perché a tutto dovrebbe esserci un limite!

Peccato io non riesca a metterne uno alla delusione che mi da la miseria umana. Quella piccolezza dei ragionamenti egoisti, la miopia dei sentimenti meschini che portano a credere se stessi misura unica del mondo e il resto solo una macchia sul proprio ego, dimenticando che il senso della dignità umana sta tutto nel rispetto dell’altro. Ma non vorrei fosse un concetto troppo cristiano, questo, per essere compreso dai nostri cattolicissimi politici, tutti rigorosamente ligi ai dettami della Chiesa ma troppo spesso dimentichi del senso vero che avevano le parole del figlio di un carpentiere, chiamato Gesù.
E poi per carità, se non per laico spirito d’uguaglianza, che almeno il rispetto lo si usi per calcolo: in modo che l’altro possa averne di noi!
Ora eccoci qua, mi ritrovo in massima pena ascoltando le parole che escono dalla bocca degli eletti, quelli che dovrebbero essere la crema della nostra società, onorevoli di rappresentarci tutti, guide e strateghi dell’evoluzione sociale, loro, anticipatori ed educatori di un popolo che ha rappresentato per secoli la massimo espressione culturale ed artistica d’occidente… i nostri rifulgenti politici.
Ma possibile davvero che non siano in grado nemmeno di documentarsi, di informarsi, di capire l’argomento che stanno affrontando? Davvero pensano di avere un pubblico beota pronto a bersi ogni fregnaccia? Non dico proprio tutti, tutti… ma si aspetteranno che almeno ‘alcuni’ dei loro spettatori capiscano la pochezza di ciò che propongono?

No, perché qui i casi sono due:

1 – O questi sono, ahimè, completamente cretini, e quand’anche si impegnino per non restare ignoranti, evidentemente lo studio non produce sulla loro mente alcun effetto evidente.
2 – O sono solo molto ignoranti… ma talmente presuntuosi da credere di poter produrre in autonomia assolute verità.

…no, aspetta, e a ben guardare forse ce n’è un terzo di caso, forse il peggiore:

3 – Chi sa, capisce ma non ha le palle per prendere posizione.

In ogni modo nessuno di loro fa onore al ruolo che ha, a noi, e a tutti quelli per cui invece il lavoro di servire i cittadini governando lo Stato è considerato una cosa seria, una responsabilità.

O forse, lo era. Quando la politica richiedeva studio e preparazione, e i politici avevano i libri in casa, quelli veri e di cui conoscevano addirittura il contenuto… non file di finte coste di cartone sugli scaffali, per far venir meglio la foto seduti alla scrivania.

Quanto mi piacerebbe tornare ad aver stima di un uomo politico.
Allora aiutiamoli: sul tema della sentenza del Tribunale dei Minori di Roma che ammette l’adozione per casi particolari al genitore non biologico di una bambina figlia di due mamme, gli consigliamo un link di approfondimento, un po’ tecnico ma per un parlamentare dovrebbe essere una bazzecolaqui. (Chi avesse poco tempo può andare a leggere direttamente il capoverso ‘L’interpretazione del Tribunale romano’, verso la fine del pezzo). Altro articolo che può certamente tornare utile è questo dal Blog dell’associazione Diversity.

image

Io invece per essere più spiccia, tra noi comuni mortali, vado subito al passaggio che più mi ha colpito nelle motivazioni alla sentenza, secondo cui: non riconoscere la piena genitorialitá di entrambe le mamme equivarrebbe ad aderire ad un “convincimento diffuso in parte della società, esclusivamente fondato, questo sì, su pregiudizi e condizionamenti cui questo Tribunale, quale organo superiore di tutela dell’interesse superiore del benessere psico-fisico dei bambini, non può e non deve aderire stigmatizzando una genitorialità “diversa” ma parimenti sana e meritevole di essere riconosciuta in quanto tale”.
Insomma, la questione è chiara: il benessere del minore viene minato dal pregiudizio sociale, non certo dall’omosessualità dei genitori, e l’assenza di un riconoscimento del ruolo genitoriale non può che aggravarlo, per questo il tribunale non può esimersi dal concedere l’adozione (nel superiore interesse del minore). C’è da dire che questo la ricerca internazionale lo dice da molto tempo. Ed infatti la sentenza contiene i rimandi alla letteratura scientifica, oltre che alle fonti del diritto (sia la nostra Carta Costituzionale che la Convenzione Europea sui Diritti Umani vietano discriminazioni in tal senso) e soprattutto alla giurisprudenza (Corte Europea dei Diritti Umani, Strasburgo, le Corti Costituzionali Tedesca, Austriaca, Italiana, la nostra Cassazione, etc..); dati largamente sufficienti a dipanare qualunque dubbio sfiorasse la mente del brav’uomo politico dotato di media intelligenza, chiamato anche ‘Legislatore’… mica pizza e fichi!
A questo punto riamane solo un dubbio, permettetemi più che legittimo: il nostro geniale politico, a tratti appunto legislatore, che voglia conoscere l’argomento davvero, una volta fatto ciò, come può continuare ad affermare consapevolmente qualcosa di palesemente falso ed ideologico?

Chi basa le proprie dichiarazioni su considerazioni personali, dicerie vendute come fossero scienza e teorie che cavalcano luoghi comuni e che basano la loro forza sulle paure della gente e di scientifico non hanno nulla, non solo ha molto poco da dire ma danneggia tutta la società, a partire proprio da chi vorrebbe far credere di garantire: i bambini.

 

P.s. chiudo fornendo un paio di link per chi volesse capire meglio il caso:

Qui trovate un articolo semplice ma completo scritto da Chiara Lalli per la 27ma Ora del Corriere della Sera.

Qui invece un quadro degli interventi principali, scritto da Elena Tebano, per cui la magistratura è stata chiamata ad esprimersi, dietro richieste della società civile e a causa di mancanze o vuoti legislativi evidenti.

Ed infine, qui trovate la sentenza di cui sopra, qualora qualcuno volesse andare alla fonte 😉 (un grazie ad Articolo29.it)